Cos’è
Lo stalking è un termine inglese che si riferisce alla cosiddetta “sindrome del molestatore assillante”. Rappresenta l’azione di un uomo, spesso un ex marito, fidanzato o amante che ossessiona la propria vittima fino a minacciarla e a violentarla. Di solito la persecuzione oltre che fisica, avviene per mezzo di telefonate anonime, sms, lettere, appostamenti sotto casa o ufficio, visite indesiderate, pedinamenti. L’espressione principale dello stalking è l’insistenza e la ripetitività della persecuzione, allo scopo di farti vivere in un perenne stato di preoccupazione e di ansia dovute alla paura che il molestatore ti possa sorprendere da un momento all’altro. Soltanto recentemente lo stalking è divenuto un reato punito a norma di legge, soprattutto a seguito di una serie di testimonianze di donne che hanno subito gravi ripercussioni fisiche e psicologiche.
Chi è lo stalker
Il più delle volte gli uomini che compiono questo tipo di azioni sono persone che si sentono vittime di torti, sono risentiti, bisognosi d’affetto, o si sentono respinti. Alcune volte, invece, lo stalker può essere una persona non sana di mente, non legata a storie passate, ma che semplicemente “punta” la propria vittima e si diverte a perseguitarla. Lo stalking non è un fenomeno omogeneo, pertanto risulta difficile descrivere le caratteristiche del molestatore, o comprendere il confine esatto tra l’interesse ossessivo e la malattia di mente. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale. Il molestatore può essere un uomo che ritiene di aver subito un torto, ed è quindi spinto dal desiderio di vendetta; può essere un corteggiatore assillante, che non riesce ad accettare di non vedere ricambiate le proprie aspettative. In ogni caso, i metodi con cui eserciterà questa violenza sono sempre gli stessi.
Come agisce
Lo stalker ti pedina, ti invia email ed sms a tutte le ore, ti chiama, ti cerca, alternando sentimenti di nostalgia, rabbia, risentimento verso un passato che coinvolgeva entrambi, a fasi di minacce, insulti, intimidazioni, persecuzione, allo scopo di metterti in una condizione di forte pressione psicologica ed incuterti una paura costante. Dal vittimismo poi si passa alla persecuzione della donna, con degenerazioni che possono giungere anche alla violenza fisica o sessuale.
Chi sono le vittime
La maggior parte delle donne che subiscono stalking hanno tra i 18 e i 24 anni. Si chiude una storia, e ci si trova vittime del proprio ex. Ma non accade sempre così. Può anche capitare che le vittime di stalking abbiano avuto un altro tipo di relazione con il proprio molestatore, di semplice affetto oppure di assistenza (non di rado capita che medici, infermieri, volontari, psicologi e persone che lavorano nel sociale siano vittime di stalking, proprio per la relazione e il meccanismo di protezione che si innesca col proprio paziente, nonché futuro molestatore).
Come comportarsi
Esistono alcuni comportamenti consigliati quando si è vittima di stalking.
- Prima di tutto, non negare né sottovalutare il problema. Spesso accade che molestie del genere vengano sottovalutate o non considerate per la giusta importanza, e questo potrebbe portare a gravi conseguenze per la tua incolumità.
- Se lo stalker è un tuo ex, che insiste affinché possa esserci un ritorno, devi essere sicura e ferma nel dire di no.
- Sforzarsi a dare motivazioni, dare adito a discussioni, ribattere agli sms non convincerà il molestatore a recedere, ma anzi, gli darà ancora più forza, perché sentirà che le sue pressioni ottengono comunque una risposta. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
- Evita di avere comportamenti abitudinari, non frequentare sempre gli stessi posti, non fare sempre le stesse strade, esci in orari maggiormente affollati e in luoghi non isolati.
- Non cambiare numero di telefono. Lo stalker la interpreterà come una “vittoria”, in quanto il cambio di numero è sicuramente un sintomo della sua interferenza nella tua vita. Piuttosto, puoi tenere un altro telefono, con un’altra linea, che ti possa servire anche come telefono di emergenza.
- Non farti prendere dalla rabbia cancellando sms, email e altro. Alla polizia serviranno delle prove o degli indizi per poter adeguatamente intervenire sulle molestie subite.
- Se pensi di essere in pericolo o di essere seguita, non andare di corsa a casa o da un amico, ma recati direttamente alla polizia.
- Per conoscere i centri di ascolto, gli indirizzi e i numeri utili a cui rivolgerti se sei vittima di violenza, consulta la sezione “Chi ti ascolta”.