30 Nov 2010
Associazione papà separati ONLUS
Forse il titolo risulterà già essere poco corretto: come ci disse infatti il dott.Ciardiello, presidente dell’Associazione, questa non è un’iniziativa volta solo alla tutela dei padri separati, ma anche delle madri, e dei figli che diventano “orfani di un genitore ancora vivo”. Per ora, comunque, lasciamo nominalmente questo titolo. All’interno della sede di via Francesco Blundo, a pochi passi da piazza Medaglie d’Oro, l’ambiente è accogliente, intimo, senza inutili superficialità, così come le persone con cui abbiamo a che fare ci risultano da subito disponibili a rispondere alle nostre curiosità e serie nell’affrontare le proprie argomentazioni. Il primo a parlare con noi è il presidente dell’Associazione, Alessandro Ciardiello, che ci racconta come il 30 aprile 1998 i Papà Separati si aggregarono per fare fronte comune alle carenze dello Stato Italiano, che con la legge sul divorzio degli anni ‘70 defraudava di ogni diritto genitoriale uno dei due coniugi (spesso il padre), e per far conoscere all’opinione pubblica una situazione altrimenti circoscritta alle aule di tribunale. Dall’aggregazione spontanea e quasi casuale dei primi tempi, si costituì una maggiore consapevolezza, e col tempo l’intenzione di orientare i genitori – ed i figli – in crisi venne supportata anche da altri professionisti volontari: fu così che si creò uno sportello di aiuto corale, costituito di assistenza tanto legale quanto psicologica. A seguire l’avvocato Luca Galdieri, personalmente legato alla vita dell’Associazione, cui presta servizio volontario come consulente legale, ci racconta le dure realtà giudiziarie dietro la separazione dei genitori, con processi talvolta lunghi dai 4 agli 8 anni nei quali il tessuto familiare viene sfibrato a danno soprattutto dei figli, che ricadono nei cliché dei tribunali di un affidamento condiviso soltanto nei giorni prestabiliti. Chiamarla Associazione Padri Separati sembra quindi davvero riduttivo, visto che ad essere tutelato è l’intero nucleo familiare su cui pesa la separazione, e non solo un elemento. Un’iniziativa degna di nota, dove professionisti prestano servizio volontario senza tentare di speculare su crisi familiari di cui, purtroppo, l’opinione pubblica sa ancora poco.
Maria Grazia Bongiorno Redazione GNN