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27 Ott 2010

Il mare negato a Bagnoli

A causa della mancata bonifica del mare, e della scarsa cura del territorio, i napoletani hanno perso un altro diritto: quello di godersi il mare di uno dei luoghi più promettenti del golfo Campano: Bagnoli.
Nonostante, si intenda, gli irriducibili continuino a bagnarsi nelle acque pregne di amianto e altri misteriosi scarti sommersi, tutta l’area continua ad essere lasciata in uno stato di semi abbandono e trascuratezza. Quello che potrebbe essere un biglietto da visita verso il turista o l’occasione per avere mare pulito sotto casa, si riduce per lo più a steppa e rifiuti sparsi sugli scogli – per non parlare di quello che c’è sotto. Unica labile consolazione: il pontile di cemento lungo un chilometro, che dalla costa arriva in mezzo al mare, ed abbraccia con lo sguardo tutto il panorama che va dall’isola di Nisida ai Campi Flegrei. Ironico se dalla punta del pontile si osserva la costa, e si pensa a tutto il potenziale represso e a tutto quel mare negato a Napoli.
Lungo questo chilometro di cemento in mezzo al mare, abbiamo intervistato persone del luogo e chi, come noi, era arrivato qui come visitatore, ma tutti erano accomunati dalla rabbia e dal dispiacere per il mantenimento di Bagnoli – e più in generale, di Napoli – . Molti chiedono se sia giusto abbandonare a se stessa una zona che altrimenti potrebbe produrre molto di più, se la lentezza burocratica di Napoli debba lasciare le cose così come sono.
Torreggiano ancora su questo territorio gli alti profili delle industrie, dei casermoni, ma gran parte degli edifici sono stati abbandonati da tempo, lasciando solo scheletri di cemento; qui ormai rimangono solo le ampie distese di sterpaglia incolta, gli scogli anneriti e le ampie recinzioni di ferro che vietano l’accesso alla spiaggia. Il blu del mare nasconde troppe incognite per cedere alla tentazione di un bagno, e quindi è necessario spostarsi dall’altra parte dell’isola di Nisida, verso Marechiaro e Posillipo. Sembra un’ingiustizia reprimere tutto questo potenziale, ma questa è la situazione per come appare oggi, e ci si chiede per quanto altro ancora sarà necessario aspettare prima della rivalutazione di questo tratto di costa partenopea.

Maria Grazia Bongiorno
Redazione GNN